
A fine 2024, più precisamente il 10 dicembre, RJC ha rilasciato le nuove norme COP 2024 e COC 2024.
Dopo un periodo di transizione durato un anno, dal 1° gennaio 2025 al 1° gennaio 2026, le nuove norme hanno sostituito definitivamente le precedenti COP 2019 e COC 2017, almeno per quanto riguarda le nuove certificazioni o ricertificazioni.
RJC non ha mancato di mettere a disposizione un sacco di materiale informativo sulle nuove norme nel suo sito, ma se vuoi sapere cosa cambia veramente a livello pratico rispetto a prima te lo svelo in questo articolo che ho scritto dopo aver già fatto esperienza con alcuni miei clienti che hanno superato brillantemente gli audit di ricertificazione con le nuove norme. Mi rivolgo soprattutto alle aziende orafe tipiche del territorio vicentino (e non solo).
In generale ti anticipo che RJC sta diventando più esigente rispetto al passato. È diventata più esigente anche con gli enti di certificazione e con gli auditor che di conseguenza chiedono maggior impegno e maggiori evidenze alle aziende sottoposte ad audit.
Vediamo le differenze tra COP 2024 e COP 2019.
RJC dice che non ci sono differenze sostanziali, nel senso che, ad esempio, i materiali oggetto della norma sono gli stessi di prima e cioè oro, argento, platinoidi (PGM), diamanti e gemme di colore.
A dire il vero RJC ha recentemente creato una norma inedita sui cosiddetti lab-grown diamonds che riguarda chi produce e chi utilizza diamanti, rubini, smeraldi e zaffiri da laboratorio. È una norma apposita che ha molti punti in comune con la COP, ma che richiede una certificazione specifica. Si tratta della norma sui materiali prodotti in laboratorio (LGMS – Laboratory Grown Material Standard) emessa in febbraio 2025.
Torniamo alle differenze tra le versioni nuova e vecchia della COP. Di sicuro la COP 2024 è più dettagliata rispetto alla COP 2019, nel senso che molte disposizioni (articoli) contengono dettagli e requisiti in più, o almeno delle precisazioni o adattamenti.
Ci sono tre disposizioni nuove. Due di queste riguardano esclusivamente le attività estrattive (requisiti su salute e sicurezza della comunità e sul patrimonio culturale), mentre una riguarda tutti ed è la nuova disposizione 23: Diversità, Equità, Inclusività. RJC chiede che venga elaborata una Politica per la Diversità, l’Equità, e l’Inclusività (DEI) e che venga resa pubblicamente accessibile, cioè messa sul sito aziendale insieme alle altre politiche (Politica RJC, Politica per la Filiera, Politica Anticorruzione). RJC mette a disposizione un esempio di Politica DEI tramite un link nella Guida alla COP 2024, ma ti suggerisco di elaborare una politica più adatta alla tua realtà aziendale.
Altre differenze principali sono le seguenti.
Maggiore attenzione alla due diligence sui diritti umani, rafforzamento della due diligence della supply chain e delle attività KYC (Know Your Counterparty). Attenzione che non basta più dire che se il fornitore è certificato RJC non occorre fare niente. RJC chiede che vengano comunque svolte delle attività di due diligence. Ad esempio, chiedendo ai fornitori di compilare un questionario sui diritti umani, verificando in internet se ci siano notizie di reati o di condanne, valutando se ci siano transazioni sospette, ecc. In un certo senso RJC vuole che i soci membri si controllino tra di loro in modo da aumentare le possibilità di individuare eventuali violazioni.
Rafforzamento dei requisiti ambientali che, oltre al rispetto rigoroso delle leggi in materia, si traduce principalmente con la richiesta di un minimo di indicatori ambientali, come quelli relativi ai consumi di energia elettrica, gas e acqua e alle quantità di rifiuti prodotti (almeno per i soci membri che producono emissioni e rifiuti in quantità significative). Inoltre, RJC chiede esplicitamente che vengano calcolate le emissioni di gas serra Scope 1 e Scope 2. Per Scope 1 si intendono le emissioni dirette provenienti da fonti di proprietà dell’azienda (o direttamente controllate da essa) come quelle relative al consumo di gas per riscaldamento o produzione e al consumo di carburanti per i mezzi aziendali. Per Scope 3 si intendono le emissioni indirette derivanti dalla produzione dell’energia elettrica acquistata dall’azienda. Applicando opportuni fattori di emissione si calcolano le quantità di CO2 equivalente emesse dall’azienda. È sufficiente un report semplificato, nel senso che non viene richiesto di esibire un Carbon Footprint Report complesso e certificabile secondo il GHG Protocol o la ISO 14064-1.
Ampliamento delle Dichiarazioni di Provenienza (Provenance Claims) per includere tutti gli altri tipi di dichiarazioni in relazione agli argomenti di RJC (disposizione che vale solo per chi intende inserire una o più dichiarazioni nel certificato).
Audit di sorveglianza COP entro 12-18 mesi dalla data di certificazione (o ricertificazione). Anche la certificazione COP ora richiede un audit intermedio, mentre prima era previsto solo per la certificazione COC.
Nella slide seguente riporto l’elenco delle 45 disposizioni (articoli) della COP 2024, 3 in più rispetto alla COP 2019, raggruppate in 6 sezioni. Le parti scritte in verde riguardano le modifiche (anche le semplici modifiche al titolo, o al n. della disposizione).

Passiamo alle differenze tra COC 2024 e COC 2017.
Anche in questo caso le novità della revisione 2024 rispetto a quella del 2017 non sono sostanziali, però alcune novità ci sono e vanno prese in considerazione.
In particolare, segnalo la nuova disposizione CdC 4 “Restituzione e reintegrazione di materiale COC. Riguarda, per chi lo desidera, la possibilità di reintegro e riutilizzo di materiale COC precedentemente venduto a terzi. È il caso, ad esempio, dei resi dai clienti per scorte invendute.
Sono state rimosse dalla nuova norma le ex disposizioni 1 e 2 riguardanti la due diligence per approvvigionamento responsabile e la KYC perché ridondanti rispetto alle disposizioni 7 e 12 della COP che riguardano gli stessi argomenti.
È stato aggiornato il COC Transfer Document. Nella Guida alla norma COC 2024 al capitolo 9 (CdC 9) trovi il link per scaricare il nuovo modello di esempio di Transfer Document.
La novità più importante riguarda la suddivisione del materiale riciclato in: riciclato pre-consumo, riciclato post-consumo; rifiuti riciclati.
Per rendere meglio l’idea, riporto un’immagine tratta dal modello scaricabile dalla Guida.

Notare che c’è la possibilità di mettere la crocetta su tutti e tre i tipi di riciclato quando sono mescolati tra loro o quando non è chiaro il tipo preciso.
Se vuoi avere informazioni più precise sulle certificazioni COP e COC di RJC puoi leggere questi due precedenti articoli del mio blog che ho già aggiornato per adeguarli ai nuovi requisiti:
Transizione alle nuove norme
Anche se il periodo di transizione di un anno, dal 1° gennaio 2025 al 1° gennaio 2026, è già scaduto, è utile ricordare cosa fosse previsto perché alcuni effetti vanno oltre la scadenza:
- Le scadenze per la certificazione dei soci membri non cambieranno e tutti i certificati COP e COC esistenti rimarranno validi fino alla loro data di scadenza
- I soci membri esistenti possono scegliere di essere certificati con COP 2019 o COC 2017 o, a partire dal 1° aprile 2025, con le versioni 2024 durante l’anno di transizione
- Per tutti gli audit di certificazione COP, sia 2019 che 2024, eseguiti dopo il 1° luglio 2025 è previsto un audit di sorveglianza COP entro 12-18 mesi (come per la COC)
- Dal 1° gennaio 2026 tutte le nuove certificazioni o ricertificazioni devono essere condotte in base alla nuova COP 2024
- Le revisioni di medio termine e le visite di sorveglianza continueranno come previsto in base agli standard COP 2019 e COC 2017 fino alla scadenza dei certificati associati, insieme a eventuali estensioni degli audit aggiuntivi di ambito o per dichiarazione di provenienza
- I nuovi soci membri che aderiscono all’RJC dal 1° luglio 2025 in poi devono essere sottoposti ad audit e certificati in base alla COP 2024.
Ulteriori dettagli sui cambiamenti tra le norme nuove e vecchie li puoi vedere nella pagina FAQS del sito di RJC https://www.responsiblejewellery.com/faqs/. Da lì puoi anche scaricare delle tabelle in Excel di confronto puntuale tra i singoli articoli, ma corri il rischio di perderti in piccoli dettagli che non sono essenziali.
RJC ha già messo a disposizione nel proprio sito anche le traduzioni in italiano delle nuove norme e delle relative guide.
Per scaricare i nuovi Self-Assessment, invece, devi accedere al Member Portal di RJC con le tue credenziali. Devi compilarli e inviarli all’ente di certificazione almeno un mese prima della data di audit.
In questo articolo ho illustrato in generale le differenze principali tra le nuove e vecchie norme COP e COC e cosa comportano in pratica, ma se vuoi saperne di più in relazione al tuo caso specifico non esitare a contattarmi e a chiedermi maggiori informazioni.

